venerdì 10 agosto 2018

Oil&Gas: il percorso professionale di Roberto Casula, manager e ingegnere

Attivo nel settore Oil&Gas, l'ingegnere e manager Roberto Casula è stato nominato nel 2014 Chief Development Operations & Technology Officer di Eni S.p.A.
Roberto Casula

Roberto Casula: gli studi e la carriera in Agip

Roberto Casula nasce in Sardegna all'inizio degli anni '60. Originario del capoluogo, studia Ingegneria Mineraria presso l'Università degli Studi di Cagliari nel 1988. Una volta conseguita l'abilitazione alla professione di Ingegnere, inizia a muovere i primi passi professionali facendo presto il suo ingresso nel comparto delle estrazioni di idrocarburi come Ingegnere di Giacimento. Ruolo che è chiamato a ricoprire per Agip S.p.A. fino al 1991: durante tale periodo Roberto Casula si occupa principalmente delle prove di produzione e dell'acquisizione dei dati sui pozzi. In seguito svolge presso Beicip - Franlab a Sophia Antipolis attività di reservoir modelling, ovvero supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Nel 1992 viene nominato Reservoir Engineer e Petroleum Engineer di Agip Angola Ltd, consociata di Agip: incarico che lo porta a trasferirsi nella capitale dell'Angola, Luanda. Diventato nel 1994 Chief Development Engineer per Agip Angola Ltd, tre anni più tardi Roberto Casula torna in Italia e comincia a lavorare per Eni.

Gli incarichi ricoperti da Roberto Casula in Eni

Roberto Casula comincia il suo percorso in Eni a partire dal 1997. Dopo l'importante esperienza quinquennale in Angola per Agip, viene infatti nominato Development and Production Coordinator di Eni S.p.A. Nel corso del triennio successivo si occupa in tale ottica delle attività di business e delle attività operative del Gruppo nell'area dell'Africa occidentale e centro-asiatica. Il decennio seguente invece inizia con la nomina a Department Manager per l'Iran. Trasferitosi nella capitale del Paese, Teheran, nel 2001 riceve anche l'incarico di Project Director del piano South Pars Gas fasi 4-5. Tornato nuovamente in Italia, Roberto Casula è chiamato a condurre le attività del colosso energetico per il Mediterraneo in qualità di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A (2004), e Eni Nord Africa BV (2005 - 2007). Diventato Senior Vice President per l'area della Regione Sub-Sahariana e, successivamente, Chairman delle tre consociate di Eni N.A.O.C. Ltd, N.A.E. Ltd., A.E.N.R. Ltd, assume nel 2011 la carica di Executive Vice President, con responsabilità sull'Africa e il Medio Oriente. Infine, nel 2014 Roberto Casula inizia a ricoprire il ruolo di Chief Development, Operations & Technology Officer, responsabile in Italia della Direzione Tecnica e di ognuna delle sue attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo e progetto.

venerdì 3 agosto 2018

“La finanza come strumento per creare valore per tutti”: l’intervista ad Alessandro Benetton

Un futuro nel private equity quello che attende Alessandro Benetton: a confermarlo è lo stesso imprenditore, Presidente e Fondatore di 21 Investimenti, in un'intervista rilasciata a La Repubblica Affari&Finanza.
Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: l'intervista

Una full immersion nella filosofia del cambiamento e della rincorsa alla novità: così si può definire l'intervista rilasciata da Alessandro Benetton a La Repubblica Affari&Finanza. Un dialogo che ha toccato diversi temi e che ha ruotato intorno al ruolo dell'imprenditore oggi in Italia, in un contesto in cui "deve cambiare la finanza, con l'obiettivo di essere uno strumento per creare valore e non per arricchire pochi". Alessandro Benetton ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, chiarendo sin dall'inizio che il suo futuro è nel private equity e in 21 Investimenti, realtà che gli ha dato molte soddisfazioni, con importanti operazioni quali The Space, Farnese e Forno d'Asolo. Non da ultima la recente acquisizione di Carton Pack, eccellenza del Sud Italia che, grazie all'investimento previsto, potrà crescere a livello internazionale. Un modello che funziona e che lascia un unico grande dispiacere: vendere le aziende a fine periodo, dopo averle viste fiorire. Resta però la consapevolezza e il piacere di lasciare qualcosa sul territorio, come avvenuto con Forno d'Asolo, accompagnata dalla nascita di una nuova sede e di una academy di formazione per i giovani. Nei compiti di un imprenditore rientra, infatti, quello di lasciare un segno, perseguendo tre missioni specifiche: ricavi, ebitda e, soprattutto, occupazione.

Alessandro Benetton: l'imprenditoria di fronte al cambiamento

Nella seconda parte della sua intervista, Alessandro Benetton si sofferma sul ruolo degli imprenditori di fronte a un cambiamento per il quale "si stanno attrezzando". Una regola fissata, infatti, non vale per sempre ed è importante pensare che tutte le cose possono essere migliorate, purché non si rimanga intrappolati in un'ideologia. La ricchezza si crea permettendo alle imprese di investire, ma questo non vuol dire sfruttare le debolezze altrui per fare più profitti. In un mondo condizionato dai "like" è fondamentale non erigere altre gabbie che ostacolino le imprese. Spazio allo sport in chiusura: in qualità di Presidente della Fondazione Cortina 2021, Alessandro Benetton si esprime a favore di un progetto comune tra Torino, Milano e Cortina per l'organizzazione delle Olimpiadi. "In un'epoca di spaccature", sostiene il manager, "il mondo dello sport potrebbe fare da apripista, dando vita a un progetto unitario, senza decidere in base al campanile. E facendo cose che siano utili per il territorio e le prossime generazioni".

giovedì 2 agosto 2018

Andrea Sutto recensisce Carl Mosk: le grandi radici dell’economia di oggi

Appassionato ed esperto di finanza, Andrea Sutto si è di recente dedicato alla lettura di "Nationalism and Economic Development in Modern Eurasia" di Carl Mosk, analizzando il testo tramite una recensione.
Andrea Sutto

Andrea Sutto recensisce Carl Mosk

Attraverso la sua recente recensione, pubblicata sulla pagina Wordpress personale, Andrea Sutto si è occupato dell'ampio e interessante testo di Carl Mosk intitolato "Nationalism and Economic Development in Modern Eurasia". Carl Mosk, storico economico apprezzato e conosciuto a livello internazionale, presenta una lucida visione di quelli che sono i nazionalismi e le ideologie che hanno portato alla formazione degli stati moderni, il tutto secondo un'ottica prettamente economica che non è facile trovare in un testo del genere. Il libro, in inglese e di quasi 300 pagine, è diviso in 4 parti: dalla prima sezione introduttiva e più generale, si passa a quella interamente dedicata all'Europa, prendendo in esame in particolare la Gran Bretagna del 1600, la Germania del 1800-1945 e la Jugoslavia del Ventesimo Secolo. La terza parte si concentra sul Giappone e sulla Cina, mentre l'ultima è dedicata alle conclusioni dello storico. Come sottolinea Andrea Sutto nella sua recensione, il libro risulta ben scritto, in particolare nella parte dedicata al Giappone, Paese amato e ampiamente studiato dall'autore. Ci sono molte digressioni, ma il ragionamento rimane chiaro e porta a riflettere su come i nazionalismi siano in realtà un'arma a doppio taglio che ha contribuito allo scoppio delle Guerre Mondiali.

Andrea Sutto: appassionato viaggiatore e professionista in ambito finanziario

Classe 1993, Andrea Sutto è un professionista del settore finanziario. Dopo il diploma di maturità scientifica bilingue, si laurea in Scienze Economiche presso l'Università Luigi Bocconi di Milano. Prosegue il suo percorso formativo con il Master in Finance presso lo stesso ateneo. Grande viaggiatore, Andrea Sutto riesce a coniugare questa sua passione con il percorso formativo e professionale: studia in Canada e in Polonia, sviluppando un particolare interesse per la finanza comportamentale e i mercati azionari. Matura esperienze di rilievo sia in Italia che all'estero: fino a oggi ha visitato ben 17 Paesi, approfondendo le proprie conoscenze linguistiche, in particolare dello spagnolo, dell'inglese e del francese. Nel 2016 ha lavorato ad Hong Kong nel settore Fintech, dedicandosi all'analisi dei competitor, degli investimenti, di business planning e di cryptovalute. Attualmente collabora con un istituto di credito internazionale, occupandosi prevalentemente di Pricing di titoli a reddito fisso (Fixed Income).

Claudio Descalzi in Vaticano: il summit sulla transizione energetica

L'intervista del "Corriere della Sera" a Claudio Descalzi: l'AD di Eni ha incontrato in Vaticano Papa Francesco per confrontarsi su sostenibilità ambientale e transazione energetica insieme ai dirigenti degli altri grandi gruppi del settore.
Claudio Descalzi, AD Eni

Eni: l'AD Claudio Descalzi in Vaticano alla conferenza su transizione energetica e sostenibilità

Esce soddisfatto dall'incontro con Papa Francesco l'AD di Eni Claudio Descalzi. "Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati nell'incontro con il Santo Padre" spiega il manager in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera". Chiamato in Vaticano a confrontarsi su ambiente e sostenibilità insieme ai dirigenti delle altre principali realtà del settore energetico e petrolifero, l'AD di Eni ha accolto l'invito del Santo Padre a impegnarsi sempre più fortemente nella lotta al cambiamento climatico. "È un discorso che non riguarda solo l'energia, bensì tutto il nostro modello di consumi" risponde Claudio Descalzi al quotidiano, sottolineando come per vincerla sia necessario il contributo di tutti, da chi produce energia a chi la consuma fino alla politica "che detta le regole".

Claudio Descalzi: "Per vincere la sfida del cambiamento climatico serve l'impegno di tutti"

"Condividiamo e siamo ben consapevoli di trovarci di fronte ad una sfida epocale, e dobbiamo compiere rapidamente passi concreti per accelerare il cambio di rotta" ha detto l'AD di Eni Claudio Descalzi a margine dell'incontro in Vaticano con Papa Francesco. Un percorso verso il cambiamento che si deve realizzare essenzialmente su tre fronti: "Il primo fattore è la riduzione della componente carbonica nelle nostre attività" spiega l'AD al "Corriere della Sera" specificando che in questa prospettiva sono indispensabili "un sempre maggiore utilizzo delle nuove tecnologie, della digitalizzazione" e un incremento dei processi di trasformazione dell'energia. Il secondo è l'implementazione di un modello di sviluppo diverso: "Meno consumi e più economia circolare, cioè riciclo dei rifiuti, sia urbani sia industriali, un campo dove, come Eni, siamo molto impegnati". Infine è necessario continuare a garantire l'accesso all'energia sapendo che i fabbisogni del mondo non sono distribuiti in modo uniforme: come ha detto Papa Francesco oggi nel mondo più di un miliardo di persone che non ha accesso all'energia, in particolare in Africa e in Asia. "Dare energia a questi Paesi, diversificando le fonti, vuol dire rimuovere la povertà e dare loro sviluppo e benessere" ha evidenziato Claudio Descalzi: solo in Africa il gruppo ha già investito più di due miliardi di euro per portare energia in 15 Paesi, tra cui Algeria, Libia, Egitto, Ghana, Tunisia, Angola.

Marchionne e il valore della discontinuità: l’omaggio di Alessandro Benetton

In un'intervista ripresa anche da "La Stampa", Alessandro Benetton omaggia Sergio Marchionne, ricordando il grande esempio del manager scomparso nei giorni scorsi.
Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: il ricordo di Sergio Marchionne su "La Stampa"

"Ci ha insegnato che non ci si deve accontentare mai": intervistato da "La Stampa", Alessandro Benetton parla della lezione di Sergio Marchionne, l'AD di FCA recentemente scomparso. "L'unica speranza è chiedere un avanzamento continuo a noi e ai nostri collaboratori, ed è la ragione stessa di fare impresa" osserva il Presidente di 21 Investimenti richiamando il pensiero di un manager che "grazie alla sua capacità di interpretare il cambiamento, alla sua leadership e al suo saper fare squadra è riuscito a far tornare grande un orgoglio italiano lasciando un segno indelebile nell'economia globale". Parole che Alessandro Benetton ha affidato a Linkedin e che sono state condivise nell'immediato da migliaia di utenti.

Il valore e gli insegnamenti di un leader capace di fare squadra: le parole di Alessandro Benetton

A "La Stampa" Alessandro Benetton ricorda come Sergio Marchionne fosse "un uomo esigente, verso di sé e verso il suo team". Anche dopo la vittoria di Chrysler, diversamente dai molti che si sarebbero accontentati cedendo alla tentazione di non rischiare ancora, lui non si è fermato e ha continuato nella sua ricerca di innovare e dare valore al patrimonio dell'azienda, che oggi beneficia delle sue sagge scelte. Nel rilevarlo, il Presidente di 21 Investimenti fa notare inoltre quale è l'insegnamento più prezioso che ci ha lasciato: "Ci ha dimostrato il valore della discontinuità, in particolare a noi italiani che tendiamo a essere conservativi". E soprattutto "ci ha insegnato il coraggio di andare controcorrente, di assumere scelte scomode e vissute in prima persona". Come ha scritto anche sui social, Alessandro Benetton auspica che il suo esempio possa ispirare tutti i nuovi leader nell'affrontare scelte difficili, finalizzate a perseguire obiettivi sempre più ambiziosi.

Andrea Sutto: le esperienze formative e professionali in Italia e all’estero

Amante dei viaggi e appassionato conoscitore del settore finanziario, Andrea Sutto, classe 1993, ha maturato numerose esperienze anche all'estero e attualmente collabora con un importante istituto di credito internazionale.
Andrea Sutto

Andrea Sutto: gli step del suo percorso formativo

Professionista nel settore finanziario, Andrea Sutto ha da sempre coniugato il suo spiccato interesse per i viaggi e la formazione, cimentandosi in periodi di studio e di lavoro sia in Italia che all'estero. Classe 1993, consegue il diploma di maturità scientifica bilingue presso il liceo L. Lanfranconi, per poi laurearsi tre anni dopo in Scienze Economiche all'Università Luigi Bocconi di Milano con una tesi dal titolo: "Exclusive dealing: the credibility of all-or-nothing clauses". In seguito decide di proseguire il suo percorso formativo con il Master in Finance nello stesso ateneo. In tale occasione, scrive la tesi dal titolo: "Is it possible to find investment and arbitrage opportunities on single stocks using Google Trends to predict stock returns?". In seguito a quest'importante esperienza, Andrea Sutto si trasferisce all'estero: tra settembre e dicembre 2014 studia in Canada e frequenta la Facoltà di Economia della University of Victoria. Nel 2017 invece, trascorre alcuni mesi in Polonia, studiando alla Szkoła Glowna Handlowa SGH - Warsaw School of Economics.

Andrea Sutto: le esperienze professionali in ambito finanziario

Appassionato di viaggi, Andrea Sutto ha già visitato ben 17 Paesi per lavoro o per studio, affrontando nuove esperienze professionali e formative in particolare in 5 di questi: Spagna, Cina, Canada, Polonia e Italia. Grazie ai suoi viaggi, ha avuto la possibilità di affinare la conoscenza delle lingue, in particolare del francese, dell'inglese e dello spagnolo. Il professionista ha portato avanti in particolare il suo interesse per la finanza comportamentale e i mercati azionari, arrivando a maturare esperienze di rilievo sia in Italia che all'estero. Tra giugno e settembre 2016 è stato attivo ad Hong Kong, lavorando nel settore Fintech e occupandosi di analisi dei competitor, reporting e research, business planning, analisi di investimenti e cryptovalute. Andrea Sutto si è anche dedicato alla documentazione marketing per i clienti presso un'importante realtà attiva in ambito di Private Equity e Venture Capital. In seguito al suo rientro in Italia, è attivo in un istituto di credito internazionale, dedicandosi al Pricing di titoli a reddito fisso (Fixed Income).

Carlo Malinconico: esperienze e competenze professionali

Titolare, a partire del 2003, dell'omonimo studio legale, Carlo Malinconico ha alle spalle una carriera pluridecennale nell'ambito della magistratura prima, prima, e dell'avvocatura, poi.
Carlo Malinconico

Carlo Malinconico: dalla laurea alla carriera forense

Carlo Malinconico si laurea negli anni '70 in Giurisprudenza all'Università degli Stufi di Milano. Il passo successivo è, in sequenza, il superamento dell'esame di abilitazione a procuratore legale e il superamento dei concorsi per uditore giudiziario e per procuratore dello Stato: un importante traguardo che gli apre l'accesso alla magistratura, e in seguito, al ruolo di Avvocato dello Stato. Diventato nel 1985 Consigliere di Stato, incarico che manterrà per quasi 20 anni, negli anni successivi Carlo Malinconico riveste cariche di rilievo all'interno della Pubblica Amministrazione. Capo ufficio legislativo delle partecipazioni statali, 1990 - 1992, e del Ministero del Tesoro, 1995 - 1996, è nominato a Capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel quinquennio 1996 - 2001. Nel contempo, tra il 1998 e 2001, riveste inoltre il ruolo di Consigliere Giuridico per l'Autorità per l'energia elettrica e il gas, ente per il quale aveva esercitato in precedenza la funzione di assistente direttore generale. Nel 2002 Carlo Malinconico, infine, decide di lasciare la magistratura per dedicarsi sia all'insegnamento che al suo studio legale.

Le esperienze professionali di Carlo Malinconico, tra insegnamento e attività istituzionale

Fondato l'omonimo studio legale nel 2003, vincitore nelle edizioni 2015 e 2017 del premio "Le Fonti Awards" come "Boutique d'eccellenza dell'anno nell'ambito del diritto amministrativo", Carlo Malinconico ha rivestito in precedenza una serie di importanti ruoli in ambito istituzionale. Direttore Generale dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas (2001 - 2002), Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2006 - 2008) e Sottosegretario di Stato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri del Governo Monti (2011 - 2012), guida tra li 2008 e il 2011 la Federazione Italiana Editori Giornali con l'incarico di Presidente. In campo didattico Carlo Malinconico si distingue, oltre che per l'attività divulgativa, come professore ordinario di Diritto dell'Unione europea della Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze (SSEF) del Ministero dell'Economia, e delle facoltà di Giurisprudenza sia dell'Università degli Studi di Udine che dell'ateneo romano "Tor Vergata". Insignito nel 2005 dell'onorificenza di Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana dal Presidente della Repubblica, Carlo Malinconico ha ottenuto nel 2018 il premio "Le Fonti Awards" come avvocato dell'anno in diritto amministrativo.

Semestrale Eni, Claudio Descalzi: “Forte miglioramento della redditività”

Eni: i risultati del secondo trimestre confermano un netto miglioramento dei margini, con l'utile netto balzato a 2,2 miliardi nel semestre (+124%): la soddisfazione dell'AD Claudio Descalzi.
Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: focus sulla semestrale 2018 di Eni

In continuità con il primo trimestre 2018, anche nel secondo Eni riconferma il trend di "forte miglioramento" chiudendo positivamente il semestre. Rispetto ai primi sei mesi del 2017, il gruppo guidato da Claudio Descalzi vede aumentare del 124% l'utile netto, che si attesta intorno ai 2,2 mld di euro. In rialzo del 73% l'utile operativo adjusted e del 45% quello netto adjusted. Eni registra anche una crescita della generazione di cassa consolidata (+21%) e di quella operativa (+13%). Nel semestre, come riporta una nota del gruppo, sono stati effettuati investimenti netti per 3,67 miliardi, più che finanziati dal flusso di cassa organico. Si attesta sui 9,9 miliardi l'indebitamento finanziario netto. Nella conference call con gli analisti, l'AD Claudio Descalzi ha inoltre confermato la proposta di un acconto dividendo di 0,42 per azione per il CdA in programma il 13 settembre prossimo.

Eni: l'AD Claudio Descalzi commenta i risultati del secondo trimestre

"Nel secondo trimestre, come già nel primo, Eni ha proseguito nel trend di forte miglioramento della redditività che aumenta del 152% a fronte di una crescita del Brent in euro del 38%, trainata dalla performance del business E&P che ha più che triplicato il suo contributo": lo sottolinea l'AD di Eni Claudio Descalzi commentando i risultati ottenuti dal gruppo al 30 giugno di quest'anno. Il manager fa notare inoltre come sia nettamente cresciuta anche la generazione di cassa consolidata, spinta dal prezzo Brent e dalla maggiore produzione con un contributo per barile che sale a 20 dollari: ciò permette ad Eni di confermare la riduzione a 55 dollari/barile della nostra cash neutrality per il 2018. Claudio Descalzi definisce poi "ottimo" il risultato del business G&P, che è "frutto della maggiore integrazione del business del Gnl con le attività upstream e dei benefici della profonda riorganizzazione condotta negli ultimi anni". Inoltre "la flessione dello scenario nella Raffinazione e nella Chimica, anticiclico rispetto al Brent, ha comportato una riduzione del contributo di questi business che si sono comunque mantenuti positivi grazie alla ristrutturazione avviata nei precedenti esercizi". Concludendo la sua analisi, l'AD nota come la gestione del portafoglio abbia fatto registrare nel trimestre progressi significativi, con l'accordo per la nascita di Vår Energi in Norvegia e l'incasso del prezzo di vendita a Mubadala del 10% del campo di Zohr: "Come risultato finale il debito netto prosegue nella sua discesa portandosi al di sotto di 10 miliardi di euro, livello più basso registrato negli ultimi 11 anni".

CdA Terna approva risultati al 30 giugno: le considerazioni dell’AD Luigi Ferraris

Terna presenta i risultati relativi al primo semestre 2018: con ricavi, Ebitda e utile netto in aumento, per l'AD Luigi Ferraris "confermano la solidità delle azioni manageriali intraprese".
Terna Spa

Luigi Ferraris: la semestrale Terna, ricavi in crescita

Profitti in crescita e oltre le attese, che confermano la solidità del Piano Strategico 2018-2022 fortemente sostenuto dall'AD Luigi Ferraris. Terna chiude la semestrale con ricavi in aumento del 3,3% sullo stesso periodo dello scorso anno, a quota 1,0803 miliardi. Il gruppo consegue un Ebitda a 814,9 milioni, in crescita del 2,5% al pari dell'Ebit, attestatosi intorno a 547,5 milioni di euro. Nei primi sei mesi dell'anno Terna ha effettuato investimenti per 337,9 milioni (+3,7% sul primo semestre 2017), in linea con quanto preventivato nel piano strategico 2018-2022. Procedono infatti i lavori nei cantieri per le interconnessioni elettriche Italia-Montenegro e Italia-Francia, mentre subiscono una netta accelerata quelli per la realizzazione del collegamento sottomarino in Laguna Veneta. Si prevede inoltre l'entrata in esercizio, nell'assetto definitivo della nuova direttrice 380 kV "Foggia-Benevento", tra gli interventi annunciati per facilitare la connessione delle fonti energetiche rinnovabili localizzate prevalentemente nel Sud Italia. L'indebitamento finanziario netto si attesta intorno a 7.895,5 milioni di euro: al 31 dicembre 2017era di 7.796,4 milioni di euro. Soddisfatto l'AD Luigi Ferraris: "I principali indicatori economico-finanziari del semestre confermano la solidità delle azioni manageriali intraprese e ci consentono di proseguire con decisione nel percorso tracciato dal Piano".

Terna: l'AD Luigi Ferraris commenta i dati della semestrale

In conference call con gli analisti, l'AD di Terna Luigi Ferraris ha commentato i risultati ottenuti dal gruppo nella prima parte dell'anno: "Abbiamo chiuso il primo semestre con solidi risultati, con un aumento di 20 milioni dell'ebitda ed è ragionevole pensare che un incremento potrà essere considerato anche per il secondo semestre". L'AD ha quindi specificato che non ci sono motivi per rivedere la guidance e il Piano. "Procede nei tempi previsti anche il programma di investimenti che, grazie alle iniziative poste in essere anche per i prossimi mesi, contribuiranno a creare valore per tutti i nostri stakeholder" ha aggiunto Luigi Ferraris, sottolineando come nei prossimi mesi il gruppo continuerà nel "perseguimento dei propri obiettivi strategici imprimendo una forte accelerazione alle attività di investimento con il focus sullo sviluppo della rete di trasmissione nazionale per favorire l'integrazione delle fonti rinnovabili e migliorare la sicurezza del sistema". Attenzione anche al rinnovo degli asset del Gruppo nell'ottica di mitigare i rischi di interruzioni di servizio e incentivare la sostenibilità ambientale: Terna inoltre continuerà a investire in tecnologie di digitalizzazione della rete, innovazione e soluzioni digitali finalizzate a una gestione sempre più funzionale della complessità del sistema, in continua crescita.

martedì 17 luglio 2018

Private equity: 21 Investimenti di Alessandro Benetton in Carton Pack

"Continuiamo a credere nel Sud": il Presidente di 21 Investimenti Alessandro Benetton annuncia l'acquisizione della maggioranza dell'azienda pugliese Carton Pack, leader italiano nel settore del packaging ortofrutticolo.
Alessandro Benetton

Alessandro Benetton al Forum Economia Digitale 2018: "21 Investimenti crede nel Sud"

Il Presidente di 21 Investimenti Alessandro Benetton lo aveva anticipato in un'intervista rilasciata lo scorso 4 luglio a margine del Forum dell'Economia Digitale a Milano a cui ha partecipato: "Abbiamo in mente qualcosa: posso solo anticipare che dovrebbe essere confermato che faremo un altro investimento al Sud". E poche ore dopo in una nota 21 Investimenti ha annunciato l'acquisizione della maggioranza di Carton Pack, azienda di Rutigliano (Bari) specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di imballaggi per il settore alimentare, in particolare nel segmento della frutta e verdura. Ancor prima dell'ufficialità, nell'intervista realizzata al FED 2018 Alessandro Benetton si era detto "particolarmente contento" perché "in Italia ci sono imprenditori che sanno fare cose speciali e il nostro mestiere è far reinterpretare i loro modelli di business in un contesto che cambia".

21 Investimenti in Carton Pack: il commento di Alessandro Benetton

Con il supporto di Alessandro Benetton e 21 Investimenti, Carton Pack punta a rafforzare la propria posizione di mercato in Italia e nelle aree estere già attualmente presidiate, ma anche ad entrare in nuovi Paesi dove saranno individuate interessanti prospettive di crescita organica: come si precisa infatti nella nota stampa, sono già al vaglio del management team alcuni dossier su potenziali acquisizioni mirate. "Siamo orgogliosi di annunciare l'investimento del fondo 21 Investimenti III in Carton Pack, leader italiano nel settore del packaging ortofrutticolo - ha commentato in merito Alessandro Benetton - Dopo essere entrati in Farnese Group nel 2013 e poi in SIFI nel 2015, con questo investimento 21 Investimenti dimostra di continuare a credere nel Sud e ad investire in eccellenze italiane con forti potenzialità di crescita". Il Presidente del gruppo internazionale ha inoltre spiegato come il modus operandi di 21 Investimenti preveda "di affiancare gli imprenditori in un nuovo percorso di sviluppo attraverso importanti investimenti in innovazione e tecnologia, il rafforzamento del management team e l'ingresso in nuovi mercati". Parole che assumono un significato concreto nell'esperienza delle società che si sono già avvalse del supporto di 21 Investimenti e che ora si rifletteranno anche in quella di Carton Pack.