
venerdì 21 settembre 2018
“Le Fonti Awards”: l’edizione 2018 a Carlo Malinconico
Altra vittoria a Le Fonti Awards per Carlo Malinconico: il titolare dello Studio Legale Malinconico ha trionfato anche all'edizione 2018 in quanto "Avvocato dell'anno in Diritto Amministrativo".


Whitewaller: Beatrice Trussardi è “guest editor” per la città di Milano
"Negli ultimi 15 anni, Milano è sempre stata fortemente connessa con le attività della Fondazione Trussardi. È una città con un'energia dinamica". Beatrice Trussardi racconta la sua Milano per Whitewaller, con consigli su mostre, eventi e lifestyle.
Beatrice Trussardi per Whitewaller
L'imprenditrice culturale Beatrice Trussardi ha da sempre un rapporto molto stretto con Milano, con il suo lifestyle, le sue ricchezze artistiche e le opportunità legate al design e all'arte contemporanea. Presidente della Fondazione Nicola Trussardi dal 1999, di recente è stata scelta come "guest editor" per Whitewaller, l'App e la piattaforma di pubblicazione legata alla rivista Whitewall, dedicata all'esplorazione di ciò che connette arte, design, moda e lifestyle delle grandi città. "Milano ha sempre fatto parte della mia vita", scrive l'imprenditrice. "Negli ultimi 15 anni, è sempre stata fortemente connessa alle attività della Fondazione Nicola Trussardi. È una città con un'energia dinamica". Beatrice Trussardi sottolinea come nella città si mescolino alla perfezione i valori della storia italiana e le caratteristiche tipiche del suo lifestyle, da una forte eredità culturale al migliore "made in Italy", dalla moda, al design fino al cibo. Milano è anche caratterizzata da un'interessante ricerca per l'innovazione, che la porta a essere il territorio perfetto per ispirare e ospitare le opere d'arte contemporanea più visionarie. "È il posto giusto dove essere in Europa", sottolinea l'imprenditrice: è la città "dove le idee possono diventare realtà".I consigli dell'imprenditrice culturale Beatrice Trussardi: "miart" e Salone del Mobile
La Fondazione Nicola Trussardi ha portato a Milano, nel Parco di CityLife, l'opera innovativa dell'artista britannico Jeremy Deller: "Sacrilege" è un'installazione a cielo aperto che riproduce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge. Curata da Massimiliano Gioni, l'opera gonfiabile ha coinvolto i cittadini di Milano, dai più grandi ai più piccoli, che hanno avuto la possibilità di attraversare l'installazione e prendervi parte attivamente, camminando sui gonfiabili. Questa è solo una delle attività consigliate da Beatrice Trussardi nel suo editoriale per Whitewaller. Durante "miart" e il Salone del Mobile infatti, Milano diventa il centro aggregatore dei maggiori esponenti dell'arte e del design internazionale, ospitando mostre, eventi e presentazioni. Tra quelle ricordate dall'imprenditrice culturale, risultano ad esempio lo spettacolo di Matt Mullican all'HangarBicocca, o di Barry X al Castello Sforzesco e Villa Panza. Per il design, spicca la zona di Ventura Centrale, vicino alla Stazione, o la mostra "Typecasting: An Assembly of Iconic, Forgotten and new Vitra Characters" curata da Robert Stadler. Beatrice Trussardi consiglia uno dei tre ristoranti di Carlo Cracco, come ad esempio l'ultimo aperto in Galleria Vittorio Emanuele II. Infine, nell'editoriale è suggerita anche una passeggiata in Porta Venezia, in particolare tra Via Malpaghi e Via Melzo, per trovare molti piccoli negozi di prodotti ricercati, originali ed esotici.
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martedì 28 agosto 2018
Community Group: cresce l’abitudine degli italiani ad acquistare online
L'avanzare di internet e delle piattaforme d'acquisto online sta influenzando le abitudini degli italiani, che fanno sempre più spese attraverso il web: l'indagine di Community Group , guidata da Auro Palomba, analizza gli ultimi trend.
Community Group: i risultati dell'indagine sulle abitudini d'acquisto degli italiani
L'avvento delle grandi piattaforme distributive e di vendita online sta inevitabilmente cambiando le preferenze d'acquisto degli Italiani, che apprezzano sempre più la rapidità e la convenienza di fare spese attraverso il web. Community Group, attualmente guidata dall'esperto in comunicazione Auro Palomba, ha di recente indagato sulle nuove preferenze degli italiani, confermando che sempre più persone utilizzano i siti online nonostante non disdegnino l'esperienza nei negozi fisici. Il web ha il vantaggio di essere rapido e spesso meno costoso: questo intercetta perfettamente i bisogni delle famiglie, che hanno sempre meno capacità di spesa. Attraverso internet si compra di tutto e si hanno a portata di mano home banking, biglietti del treno, di aerei e vacanze. Nonostante questo, gli italiani rimangono al quartultimo posto in Europa in quanto ad acquisti online, mentre a dominare la classifica spiccano Britannici e Danesi. Secondo le rilevazioni di Community Group, nonostante la visibile avanzata dell'online, gli italiani non desiderano la chiusura dei negozi fisici, che offrono un'esperienza migliore, un'offerta più personalizzata e spesso più di qualità, e la possibilità di chiedere consiglio prima di acquistare.Community Group: le percentuali dell'indagine
L'indagine condotta dal team di Auro Palomba in Community Group è stata svolta in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa. L'indagine LaST (Laboratorio sulla Società e il Territorio) ha raccolto dati a livello nazionale dall'11 al 15 aprile 2018, su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con età superiore ai 18 anni. Secondo gli ultimi dati ISTAT del 2017, gli internauti che fanno acquisti in rete sono cresciuti di più del 50% in un anno. Tra chi non ha fatto acquisti online negli ultimi 3 mesi invece, almeno il 43,2% ha usato il web per trovare informazioni e orientarsi prima di comprare. Molti utenti non acquistano direttamente, ma delegano a chi è più esperto: solo il 7,6% degli italiani non ha mai comprato online e non si è mai rivolto a qualcuno che lo facesse per lui. La maggioranza di questi sono disoccupati, ultrasessantacinquenni o residenti nel Mezzogiorno. Il 57,2% degli italiani si augura che la convivenza tra negozio online e fisico continui a lungo, a patto però che lo store fisico offra più possibilità di scelta e di personalizzazione. La ricerca di Community Group sottolinea anche come il negozio fisico rimanga molto richiesto nelle grandi città, in particolare dalle donne. La sfida quindi per il negozio fisico non riguarderà tanto i costi, quanto il tipo d'offerta e l'attenzione rivolta al cliente.L’AD Claudio Descalzi: nuove opportunità esplorative per Eni in Libia
Eni e il governo libico hanno discusso delle future opportunità esplorative e degli investimenti del gruppo nel Paese: l'AD Claudio Descalzi si concentra anche sulle iniziative sociali e di sostenibilità a sostegno delle popolazioni locali.


Libia: l'AD di Eni Claudio Descalzi incontra al-Sarraj
In visita a Tripoli, l'Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato Fayez al-Sarraj, capo del Consiglio di presidenza del governo libico di unità nazionale. Una importante occasione di confronto sui progetti del gruppo nel Paese, come quello di Bahr Essalam, dove di recente è stata avviata la produzione del primo pozzo. Lo start-up della fase 2 completa lo sviluppo del più grande giacimento a gas in produzione nell'offshore libico, incrementando il potenziale produttivo di circa 400 milioni di piedi cubi di standard gas al giorno (MMSCFD). Nelle previsioni del gruppo guidato da Claudio Descalzi, la fase 2 dovrebbe terminare tra settembre e ottobre, portando la produzione totale del campo a 1.100 MMSCFD.Eni: l'AD Claudio Descalzi sui progetti di sostenibilità per la Libia
Nell'incontro con il Capo del Governo libico, l'AD Claudio Descalzi ha parlato anche dell'avanzamento delle iniziative sociali e di sostenibilità avviate da Eni nel Paese: con un valore complessivo di 25 milioni di dollari, riguardano in particolare l'ambito sanitario e l'accesso all'acqua potabile. Il gruppo è anche il principale fornitore di gas al mercato locale, raddoppiato negli ultimi quattro anni, con 20 milioni di metri cubi al giorno destinati interamente ad alimentare le centrali elettriche del Paese per una capacità di generazione di energia di oltre 3 GW. Come ha ricordato Claudio Descalzi, Eni opera in Libia dal 1959: attualmente produce circa 320.000 barili di olio equivalente al giorno.Dalla laurea in Scienze Statistiche al ruolo di Direttore in Enel: l’iter di Claudio Machetti
Le esperienze professionali e il percorso all'interno del Gruppo Enel di Claudio Machetti, attualmente a capo della Divisione Global Trading e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Global Trading.


Claudio Machetti: formazione e incarichi professionali prima del suo ingresso in Enel
Nato a Roma nel 1958, Claudio Machetti consegue la maturità classica presso il Liceo "Tito Lucrezio Caro" e nel 1982 si laurea in Scienze Statistiche all'Università "La Sapienza". La sua prima esperienza professionale ha luogo all'interno del Banco di Roma: impiegato nella filiale di Milano, passa ben presto alla Direzione di Roma in qualità di Analista Finanziario, occupandosi in particolare dell'analisi del merito di credito dei più importanti gruppi industriali del Paese. Sono gli anni in cui si specializza anche in ambito equity e nella gestione delle IPO di alcune società nella Borsa Italiana. Conclusa questa esperienza nel 1992, Claudio Machetti viene assunto da Ferrovie dello Stato inizialmente come Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari e in seguito come Direttore della Finanza Operativa. Sempre in questo periodo, è tra i fautori della fondazione e viene nominato Amministratore Delegato di Fercredit, realtà operativa in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito di consumo. Dal 2000 passa a Enel, cominciando un percorso che lo porterà ad assumere incarichi di crescente responsabilità.Le tappe del percorso professionale di Claudio Machetti all'interno del Gruppo Enel
Claudio Machetti entra in Enel in qualità di Responsabile dell'Area Finanza. Di lì a poco, contribuisce alla fondazione di Enelfactor, controllata operativa in ambito finanziario della quale ricopre anche la carica di Amministratore Delegato, e di Enel Insurance, società assicuratrice captive della quale è Presidente sino al 2014. Nel suo percorso all'interno del Gruppo arriva a ricoprire anche la carica di Presidente dei due fondi pensione Fondenel e Fopen. Nominato nel 2005 Direttore Finanziario, a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, Claudio Machetti sviluppa importanti competenze nella gestione del debito, del mergers & acquisitions e dei rapporti con gli investitori. Tutte competenze che gli torneranno utili anche quando passa alla direzione della Divsione Risk Management nel 2009, dove si occupa prevalentemente del controllo dei rischi aziendali. Nel 2014 assume la carica di Direttore della Global Trading Line di Enel, ruolo che svolge tutt'ora. È anche Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Global Trading, controllata del gruppo che si occupa nello specifico di attività di global trading.Semestrale 2018 di Enel: le considerazioni dell’AD Francesco Starace
L'AD di Enel Francesco Starace commenta la performance del gruppo nella prima metà dell'anno: realizzati "solidi risultati finanziari" che fanno ben sperare per la conferma degli obiettivi 2018.


Francesco Starace: le rinnovabili sostengono la crescita di Enel nel primo semestre
Enel presenta i conti del semestre 2018. Il gruppo guidato da Francesco Starace si conferma leader mondiale nelle rinnovabili, con un risultato netto in aumento del 9,4% su quello conseguito nei primi sei mesi del 2017 e utile netto ordinario a +4,6%. Aumenta anche l'EBITDA (+2,3%, 7.857 milioni di euro) per effetto della crescita organica nelle rinnovabili, degli incrementi tariffari a beneficio della distribuzione in Argentina e Spagna e del miglioramento dei margini nei mercati finali in Spagna e Romania. A +2,6% l'EBITDA ordinario (EBIT a +0,4%), mentre i ricavi si attestano in lieve flessione (-0,8%), principalmente per l'effetto cambi negativo in particolare in Sud America, parzialmente compensato dai ricavi su altri mercati. In crescita dell'11,2% l'indebitamento finanziario netto (da 37.410 milioni di euro di fine 2017 a 41.594 milioni): sul dato, come rileva l'AD Francesco Starace, incidono in parte le acquisizioni del periodo, in particolare quella della società brasiliana Eletropaulo, l'OPA su Enel Generación Chile, realizzata nell'ambito del processo di riorganizzazione delle partecipazioni societarie del Gruppo in Cile, il pagamento dell'acconto sul dividendo relativo all'esercizio 2017 e gli investimenti del periodo.Enel: Francesco Starace sui risultati della semestrale
Nel commentarli, l'AD Francesco Starace rileva come i "solidi risultati finanziari" realizzati nel primo semestre 2018 denotino la traiettoria positiva che sta disegnando Enel. Non a caso nei primi sei mesi dell'anno il margine operativo lordo è stato ulteriormente incrementato, soprattutto grazie alle rinnovabili: "Tra giugno 2017 e giugno 2018 abbiamo messo in rete 3.4 GW di nuova capacità rinnovabile in tutto il mondo, stabilendo un altro nuovo record assoluto di capacità installata in dodici mesi tra tutte le aziende del settore". Progressi soddisfacenti sono stati realizzati anche da Enel X in segmenti come il demand-response: "Sempre nel semestre, abbiamo realizzato due importanti operazioni: l'acquisizione della società di distribuzione brasiliana Eletropaulo e di una partecipazione nell'operatore wholesale di banda ultralarga Ufinet International, consolidando la nostra posizione tra i leader mondiali nel settore delle infrastrutture". Ma Francesco Starace guarda già all'immediato futuro: "Durante il secondo semestre dell'anno continueremo a concentrarci sulla crescita industriale, puntando sulle rinnovabili e su infrastrutture e reti, mentre continuerà ad avanzare la piena digitalizzazione dell'azienda che permetterà un ulteriore miglioramento dell'efficienza operativa". L'AD ha inoltre garantito che il gruppo proseguirà nel processo di semplificazione della struttura, integrando anche le nuove attività acquisite: "La solida performance del primo semestre ci rende fiduciosi nel confermare i nostri obiettivi per l'anno 2018".venerdì 10 agosto 2018
Oil&Gas: il percorso professionale di Roberto Casula, manager e ingegnere
Attivo nel settore Oil&Gas, l'ingegnere e manager Roberto Casula è stato nominato nel 2014 Chief Development Operations & Technology Officer di Eni S.p.A.


Roberto Casula: gli studi e la carriera in Agip
Roberto Casula nasce in Sardegna all'inizio degli anni '60. Originario del capoluogo, studia Ingegneria Mineraria presso l'Università degli Studi di Cagliari nel 1988. Una volta conseguita l'abilitazione alla professione di Ingegnere, inizia a muovere i primi passi professionali facendo presto il suo ingresso nel comparto delle estrazioni di idrocarburi come Ingegnere di Giacimento. Ruolo che è chiamato a ricoprire per Agip S.p.A. fino al 1991: durante tale periodo Roberto Casula si occupa principalmente delle prove di produzione e dell'acquisizione dei dati sui pozzi. In seguito svolge presso Beicip - Franlab a Sophia Antipolis attività di reservoir modelling, ovvero supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Nel 1992 viene nominato Reservoir Engineer e Petroleum Engineer di Agip Angola Ltd, consociata di Agip: incarico che lo porta a trasferirsi nella capitale dell'Angola, Luanda. Diventato nel 1994 Chief Development Engineer per Agip Angola Ltd, tre anni più tardi Roberto Casula torna in Italia e comincia a lavorare per Eni.Gli incarichi ricoperti da Roberto Casula in Eni
Roberto Casula comincia il suo percorso in Eni a partire dal 1997. Dopo l'importante esperienza quinquennale in Angola per Agip, viene infatti nominato Development and Production Coordinator di Eni S.p.A. Nel corso del triennio successivo si occupa in tale ottica delle attività di business e delle attività operative del Gruppo nell'area dell'Africa occidentale e centro-asiatica. Il decennio seguente invece inizia con la nomina a Department Manager per l'Iran. Trasferitosi nella capitale del Paese, Teheran, nel 2001 riceve anche l'incarico di Project Director del piano South Pars Gas fasi 4-5. Tornato nuovamente in Italia, Roberto Casula è chiamato a condurre le attività del colosso energetico per il Mediterraneo in qualità di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A (2004), e Eni Nord Africa BV (2005 - 2007). Diventato Senior Vice President per l'area della Regione Sub-Sahariana e, successivamente, Chairman delle tre consociate di Eni N.A.O.C. Ltd, N.A.E. Ltd., A.E.N.R. Ltd, assume nel 2011 la carica di Executive Vice President, con responsabilità sull'Africa e il Medio Oriente. Infine, nel 2014 Roberto Casula inizia a ricoprire il ruolo di Chief Development, Operations & Technology Officer, responsabile in Italia della Direzione Tecnica e di ognuna delle sue attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo e progetto.venerdì 3 agosto 2018
“La finanza come strumento per creare valore per tutti”: l’intervista ad Alessandro Benetton
Un futuro nel private equity quello che attende Alessandro Benetton: a confermarlo è lo stesso imprenditore, Presidente e Fondatore di 21 Investimenti, in un'intervista rilasciata a La Repubblica Affari&Finanza.

Alessandro Benetton: l'intervista
Una full immersion nella filosofia del cambiamento e della rincorsa alla novità: così si può definire l'intervista rilasciata da Alessandro Benetton a La Repubblica Affari&Finanza. Un dialogo che ha toccato diversi temi e che ha ruotato intorno al ruolo dell'imprenditore oggi in Italia, in un contesto in cui "deve cambiare la finanza, con l'obiettivo di essere uno strumento per creare valore e non per arricchire pochi". Alessandro Benetton ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera, chiarendo sin dall'inizio che il suo futuro è nel private equity e in 21 Investimenti, realtà che gli ha dato molte soddisfazioni, con importanti operazioni quali The Space, Farnese e Forno d'Asolo. Non da ultima la recente acquisizione di Carton Pack, eccellenza del Sud Italia che, grazie all'investimento previsto, potrà crescere a livello internazionale. Un modello che funziona e che lascia un unico grande dispiacere: vendere le aziende a fine periodo, dopo averle viste fiorire. Resta però la consapevolezza e il piacere di lasciare qualcosa sul territorio, come avvenuto con Forno d'Asolo, accompagnata dalla nascita di una nuova sede e di una academy di formazione per i giovani. Nei compiti di un imprenditore rientra, infatti, quello di lasciare un segno, perseguendo tre missioni specifiche: ricavi, ebitda e, soprattutto, occupazione.Alessandro Benetton: l'imprenditoria di fronte al cambiamento
Nella seconda parte della sua intervista, Alessandro Benetton si sofferma sul ruolo degli imprenditori di fronte a un cambiamento per il quale "si stanno attrezzando". Una regola fissata, infatti, non vale per sempre ed è importante pensare che tutte le cose possono essere migliorate, purché non si rimanga intrappolati in un'ideologia. La ricchezza si crea permettendo alle imprese di investire, ma questo non vuol dire sfruttare le debolezze altrui per fare più profitti. In un mondo condizionato dai "like" è fondamentale non erigere altre gabbie che ostacolino le imprese. Spazio allo sport in chiusura: in qualità di Presidente della Fondazione Cortina 2021, Alessandro Benetton si esprime a favore di un progetto comune tra Torino, Milano e Cortina per l'organizzazione delle Olimpiadi. "In un'epoca di spaccature", sostiene il manager, "il mondo dello sport potrebbe fare da apripista, dando vita a un progetto unitario, senza decidere in base al campanile. E facendo cose che siano utili per il territorio e le prossime generazioni".giovedì 2 agosto 2018
Andrea Sutto recensisce Carl Mosk: le grandi radici dell’economia di oggi
Appassionato ed esperto di finanza, Andrea Sutto si è di recente dedicato alla lettura di "Nationalism and Economic Development in Modern Eurasia" di Carl Mosk, analizzando il testo tramite una recensione.


Andrea Sutto recensisce Carl Mosk
Attraverso la sua recente recensione, pubblicata sulla pagina Wordpress personale, Andrea Sutto si è occupato dell'ampio e interessante testo di Carl Mosk intitolato "Nationalism and Economic Development in Modern Eurasia". Carl Mosk, storico economico apprezzato e conosciuto a livello internazionale, presenta una lucida visione di quelli che sono i nazionalismi e le ideologie che hanno portato alla formazione degli stati moderni, il tutto secondo un'ottica prettamente economica che non è facile trovare in un testo del genere. Il libro, in inglese e di quasi 300 pagine, è diviso in 4 parti: dalla prima sezione introduttiva e più generale, si passa a quella interamente dedicata all'Europa, prendendo in esame in particolare la Gran Bretagna del 1600, la Germania del 1800-1945 e la Jugoslavia del Ventesimo Secolo. La terza parte si concentra sul Giappone e sulla Cina, mentre l'ultima è dedicata alle conclusioni dello storico. Come sottolinea Andrea Sutto nella sua recensione, il libro risulta ben scritto, in particolare nella parte dedicata al Giappone, Paese amato e ampiamente studiato dall'autore. Ci sono molte digressioni, ma il ragionamento rimane chiaro e porta a riflettere su come i nazionalismi siano in realtà un'arma a doppio taglio che ha contribuito allo scoppio delle Guerre Mondiali.Andrea Sutto: appassionato viaggiatore e professionista in ambito finanziario
Classe 1993, Andrea Sutto è un professionista del settore finanziario. Dopo il diploma di maturità scientifica bilingue, si laurea in Scienze Economiche presso l'Università Luigi Bocconi di Milano. Prosegue il suo percorso formativo con il Master in Finance presso lo stesso ateneo. Grande viaggiatore, Andrea Sutto riesce a coniugare questa sua passione con il percorso formativo e professionale: studia in Canada e in Polonia, sviluppando un particolare interesse per la finanza comportamentale e i mercati azionari. Matura esperienze di rilievo sia in Italia che all'estero: fino a oggi ha visitato ben 17 Paesi, approfondendo le proprie conoscenze linguistiche, in particolare dello spagnolo, dell'inglese e del francese. Nel 2016 ha lavorato ad Hong Kong nel settore Fintech, dedicandosi all'analisi dei competitor, degli investimenti, di business planning e di cryptovalute. Attualmente collabora con un istituto di credito internazionale, occupandosi prevalentemente di Pricing di titoli a reddito fisso (Fixed Income).Claudio Descalzi in Vaticano: il summit sulla transizione energetica
L'intervista del "Corriere della Sera" a Claudio Descalzi: l'AD di Eni ha incontrato in Vaticano Papa Francesco per confrontarsi su sostenibilità ambientale e transazione energetica insieme ai dirigenti degli altri grandi gruppi del settore.

Eni: l'AD Claudio Descalzi in Vaticano alla conferenza su transizione energetica e sostenibilità
Esce soddisfatto dall'incontro con Papa Francesco l'AD di Eni Claudio Descalzi. "Sono stati due giorni di lavoro intensi e molto proficui, culminati nell'incontro con il Santo Padre" spiega il manager in un'intervista rilasciata al "Corriere della Sera". Chiamato in Vaticano a confrontarsi su ambiente e sostenibilità insieme ai dirigenti delle altre principali realtà del settore energetico e petrolifero, l'AD di Eni ha accolto l'invito del Santo Padre a impegnarsi sempre più fortemente nella lotta al cambiamento climatico. "È un discorso che non riguarda solo l'energia, bensì tutto il nostro modello di consumi" risponde Claudio Descalzi al quotidiano, sottolineando come per vincerla sia necessario il contributo di tutti, da chi produce energia a chi la consuma fino alla politica "che detta le regole".Claudio Descalzi: "Per vincere la sfida del cambiamento climatico serve l'impegno di tutti"
"Condividiamo e siamo ben consapevoli di trovarci di fronte ad una sfida epocale, e dobbiamo compiere rapidamente passi concreti per accelerare il cambio di rotta" ha detto l'AD di Eni Claudio Descalzi a margine dell'incontro in Vaticano con Papa Francesco. Un percorso verso il cambiamento che si deve realizzare essenzialmente su tre fronti: "Il primo fattore è la riduzione della componente carbonica nelle nostre attività" spiega l'AD al "Corriere della Sera" specificando che in questa prospettiva sono indispensabili "un sempre maggiore utilizzo delle nuove tecnologie, della digitalizzazione" e un incremento dei processi di trasformazione dell'energia. Il secondo è l'implementazione di un modello di sviluppo diverso: "Meno consumi e più economia circolare, cioè riciclo dei rifiuti, sia urbani sia industriali, un campo dove, come Eni, siamo molto impegnati". Infine è necessario continuare a garantire l'accesso all'energia sapendo che i fabbisogni del mondo non sono distribuiti in modo uniforme: come ha detto Papa Francesco oggi nel mondo più di un miliardo di persone che non ha accesso all'energia, in particolare in Africa e in Asia. "Dare energia a questi Paesi, diversificando le fonti, vuol dire rimuovere la povertà e dare loro sviluppo e benessere" ha evidenziato Claudio Descalzi: solo in Africa il gruppo ha già investito più di due miliardi di euro per portare energia in 15 Paesi, tra cui Algeria, Libia, Egitto, Ghana, Tunisia, Angola.
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