venerdì 20 febbraio 2009

Gioco d'azzardo e minori: Le nuove forme della dipendenza

Avv. Rita TULELLI

I nuovi giochi d'azzardo, segnati da una vera e propria rivoluzione tecnologica, definiscono un nuovo modo di giocare: solitaria, decontestualizzato (a ogni ora e in ogni luogo), globalizzato, con regole semplici e universalmente valide per tanto ad alta soglia di accesso. Inoltre, si rivolgono a un pubblico generalmente lontano dall'azzardo e dai suoi “luoghi di culto”: adolescenti, pensionati mai entrati in sale da gioco, interi nuclei familiari con i loro bambini popolano le sale da gioco, infettate da slot machine e video poker o le affollate sale di bingo per assistere alle estrazioni e controllare i numeri. La preoccupazione principale e che tutto ciò possa trovare nuove e pericolose forme di dipendenza. Con i nuovi giochi d'azzardo (video-poker, slot machine, bingo, i giochi d'azzardo on line etc.) il rischio di perdere il controllo del confine si fa più forte. Il video poker è entrato nelle abitudini degli italiani in maniera silenziosa ma ora assume i connotati di un vero e proprio allarme sociale. La sua demonizzazione, in particolare, è quella del gioco d'azzardo, in generale fa parte ormai dell'immaginario collettivo. I nuovi giochi d'azzardo, al contrario di quelli tradsizionali, sono accessibili a tutti (pensiamo alle macchinette di video poker diffuse in maniera capillare sul territorio) e propongono partite veloci in cui si assiste al trionfo della ripetizione e alla perdita del controllo temporale e monetario con il rischi di alienare il soggetto dalla realtà. Si tratta, per altro, di una realtà che spesso annoia, deprime e non soddisfa: la passione per i video poker ad esempio cresce sempre più tra i cosiddetti “giocatori per fuga”. Da alcuni anni, anche nel nostro paese le macchinette rappresentano la forma di gioco predominante fra i giovani; alla massiccia presenza di tali giochi su tutto il territorio si aggiunge il sentimento di noia di molti giovani, la necessità “di ammazzare il tempo”, il voler essere da meno dei compagni, il desiderio di vincere qualche soldo. Numerosi studi condotti in diverse parti del mondo ribadiscono la pericolosità che il nuovo gioco d'azzardo può rivestire all'interno del mondo adolescenziale. In particolare, sono state indicate 3 variabili principali che sembrano aver contribuito all'aumento del gioco d'azzardo tra le fasce giovanili della popolazione: la crescente liberalizzazione, la maggiore tolleranza e addirittura l'incoraggiamento verso il gioco d'azzardo sviluppatosi in questi ultimi anni e percepito come innocuo; la ritardata consapevolezza del problema; la scarsa attenzione nei confronti di programmi per la formazione di una coscienza collettiva sui problemi legati al gioco. La scarsa conoscenza del fenomeno rischia di essere aggravata dalla mancanza di qualsiasi forma di sostegno, rivolto finora a interventi di prevenzione, ancor più che a quelli di cura e riabilitazione. Anche sul gioco del bingo si hanno scarse conoscenze: in apparenza, non è altro che la moderna versione della tradizionale tombola, il più familiare dei giochi natalizi. Un “gioco sociale” si direbbe, per le sue origini, tuttavia a ben guardare, è un gioco d'azzardo ripetitivo e ipnotico, come il gioco elettronico, con un ritmo serrato di estrazione dei numeri che non permette di comunicare nemmeno con le persone sedute accanto; è un gioco d'alea per eccellenza poiché il giocatore durante il tempo di gioco rimane passivo, non deve impegnare la sua intelligenza né i suoi muscoli, ma aspettare solamente l'esito della sorte. Numerose ricerche condotte negli Stati Uniti, in Canada, ma anche in Europa (in particolare, Spagna e Gran Bretagna) dimostrano come il rischio di diventare giocatore patologico o compulsivo per gli utenti del bingo è molto più alto rispetto agli altri giochi d'azzardo ( si stima che circa il 6-10% dei frequentatori delle sale rischia di diventare un giocatore patologico). La prima apparizione del bingo in Italia risale al 1999 ed è stato, poi, autorizzato con un decreto ministeriale del 31 Gennaio 2000, N° 29. il bingo si gioca in apposite sale aperte tutti i giorni, compresi i festivi, per 8 ore tuttavia esiste già la proposta di portare tale apertura a 16 ore. L'estrazione dei numeri ha un andamento monotono, ma un ritmo incalzante; i numeri annunciati sono immediatamente segnati sul monitor e tabelloni lampeggianti. Si vince con la cinquina e successivamente con il bingo; il tutto dura circa 6 minuti per un totale di 10 partite l'ora. La riscossione del premio è immediata ed è associata alla consegna di un appariscente trofeo che alimenta i sogni di vittoria dei giocatori e invita i perdenti a rimettere mano al portafogli per l'acquisto di nuove cartelle che i rivenditori ricominciano subito a distribuire per la partita successiva. Questa dinamica costituisce un vero e proprio rinforzo che spinge a continuare a giocare e a sfidare la sorte. I giocatori possono acquistare un numero illimitato di cartelle talvolta alcuni tavoli sono dotati di particolari monitor medianti i quali il giocatore può acquistare delle cartelle “virtuali”: in questo modo, il gioco si velocizza. La posta impegnata per ogni partita, esigua solo in apparenza, si moltiplica per la serie di partite giornaliere e porta al tracollo psicologico ed economico del frequentatori assiduo che potrebbe divenire una una facile preda degli usurai. La cattedra di psicologia dell'Università di Palermo ha condotto di recente un indagine nelle sale bingo, finalizzata ad analizzare in particolare le caratteristiche dei giocatori di bingo- le loro abitudini di gioco, il modo in cui percepiscono il bingo le motivazioni che spingono a giocare, la superstizione, i rapporti sociali, il livello di problematicità del loro gioco, nonché il grado in cui i giocatori tendono ad attribuire a se stessi o all'esterno(caso, fatto etc.), le cause degli eventi che accadono quotidianamente. Dall'analisi raccolti è stato tracciato l'identikit del giocatore tipo e sono state tratte alcune conclusioni: il bingo attrae persone che non avevano mai giocato prima e tra queste molte donne e anziani, attira in particolare, per la sua facilità mentre la velocità è la caratteristica meno gradita. Nonostante gli intervistati non risultino essere giocatori problematici – tant'è che percepiscono il bingo come un modo per divertirsi e passare 1 ora in compagnia di familiari e amici o solo per circondarsi di gente – è presente una non trascurabile percentuale di giocatori “a rischio, soprattutto tra i maschi abituali e tra gli adolescenti.
Questo scenario non deve tuttavia condurre alla demonizzazione dei nuovi giochi d'azzardo, tant'è che alcune ricerche cominciano a focalizzare l'attenzione proprio sui benefici arrecati da queste forme di gioco – si pensi, per esempio, a una ricerca condotta all'Università di Alberta, sul bingo a partire da una prospettiva di benessere, confermata per altro dai dati emersi – tuttavia non si deve allo stesso tempo perdere di vista le possibili conseguenze negative che potrebbero derivarne.

Avv. Rita TULELLI Esperta in Problematiche Minorili